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 3 - LA RIFORMA DEL MERCATO ELETTRICO ITALIANO 

26/04/2006
Con la riforma del mercato elettrico nazionale introdotta dal decreto Bersani nel 1999, e la conseguente liberalizzazione delle attività di produzione, distribuzione, acquisto e vendita di energia elettrica, crolla uno dei pilastri portanti del Welfare State italiano. E con esso il presupposto fondamentale dell’esistenza dei monopoli statali, secondo il quale servizi primari per la collettività e di grande importanza strategica debbano essere gestiti in prima persona dallo Stato, che si erge quindi a garante di un erogazione degli stessi secondo principi di equità e giustizia sociale. Nel caso dell’energia elettrica, tra l’altro, l’intervento dello Stato sembrava quanto mai necessario perché il mercato elettrico mostrava avere tutte le caratteristiche di un monopolio naturale. In effetti, la necessità di disporre di una rete di trasmissione dagli elevati costi di realizzazione, gestione e manutenzione, la cui entità è sostenibile solo da un’intera nazione, si pone come una forte barriera all’ingresso di una pluralità di soggetti nel mercato e quindi, in ultima analisi, all’instaurarsi di un regime di libera concorrenza. La presenza di queste pur valide motivazioni, tuttavia, non ha impedito la privatizzazione di alcune attività afferenti a questo servizio, sulla falsa riga di quanto già avvenuto in altri settori con caratteristiche di monopoli naturali, come il gas e le ferrovie. Le motivazioni che hanno spinto il governo ad approntare questa riforma e le modalità di regolamentazione di un settore di importanza strategica come quello dell’energia elettrica, verranno discusse nel presente lavoro. Nel corso della trattazione, verrà dato molto spazio anche all’importante riforma che il decreto Bersani ha introdotto circa il programma di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Tale riforma si basa su un’efficace sistema di internalizzazione delle esternalità positive connesse alla produzione di energia da fonti rinnovabile, a favore dei produttori di tali esternalità, e di internalizzazione delle esternalità negative connesse alla produzione di energia da fonti fossili. Il risultato è un considerevole aumento della competitività delle fonti rinnovabili, non più frutto di un intervento assistenzialista dello Stato, ma di un libero mercato, quello dei Certificati Verdi.

Link: /Downloads/Schede/FontiRinnovabiliEBiomasse03.pdf



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